Eduardo Ambrosio


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MEZZOGIORNO O MAGNA GRECIA? zero politico

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MEZZOGIORNO O MAGNA GRECIA?
ZERO POLITICO ('98) IL PASSAGGIO TRA I e II REPUBBLICA


La Magna Grecia (Megàle Hellàs) è il nome dell'area geografica situata nella parte meridionale della penisola italiana che, a partire dall'VIII secolo a.C., fu colonizzata di greci. Furono gli stessi Elleni d'Occidente presumibilmente a coniare questa denominazione verso il III secolo a.C. per mostrare la loro grandezza in campo economico, politico ed artistico rispetto alla nazione di origine. In realtà, per gli antichi greci, la Magna Grecia si limitava alle sole colonie dell'Italia meridionale continentale.
Furono successivamente gli storici romani ad ampliare i confini geografici finendo per includere anche le colonie greche della Sicilia.

La prima colonia greca d'Occidente è Cuma. Viene fondata intorno al 730 a.. da coloni calcidesi provenienti dall'emporio commerciale della vicina Ischia per fondare una colonia di popolamento oppure per conquistare un avamposto sulla costa e meglio controllare le rotte commerciali verso l'Alto Tirreno.

Secondo la leggenda, invece, i fondatori di Cuma avrebbero seguito una rotta indicata dal dio Apollo, che nel suo aspetto solare indica la via per l''Occidente, sotto forma di una colomba bianca. Resta il fatto che, da allora in poi, le coste meridionali dell'Italia assistono ad un continuo via vai di navi greche.

La colonizzazione "storica" si svolge tra l'VIII e il V secolo a.C. sulla scia di precedenti navigazioni micenee.
I motivi dell'emigrazione sono essenzialmente la crescita demografica e l'espulsione di gruppi sociali per motivi politici (ad es. i Pitagorici) nonché lo sviluppo dei commerci.

La presenza greca nel Sud Italia è un momento di un radicale rinnovamento culturale e tecnologico. I Greci trasferiscono sulle coste italiane il loro modello di vita nettamente più avanzato rispetto alle popolazione indigene, inserendo la nostra penisola nei circuiti delle grandi civiltà del Mediterraneo.
A loro si deve l'introduzione dell'alfabeto, la prima coniazione di monete, l'introduzione in agricoltura della vite e dell'olio e la produzione artistica di ceramiche, bronzi e sculture. L'arte, la letteratura e la filosofia greche influenzarono in modo decisivo la vita di queste colonie. In particolare, le poleis della Magna Grecia divennero centri di eccellenza, dove si raggiunse un livello di civiltà in materia di arte, architettura, ingegneria, istruzione e così via pari a quello della madrepatria.
I coloni ellenici, infatti, dopo aver sottomesso le popolazione indigene, stabilirono fiorenti città con importanti biblioteche e centri di studi, che formarono i più abili filosofi e letterati di tutto il bacino del Mediterraneo, consentendo a quelle popolazione di vivere un'epoca d'oro.

La fine della Magna Grecia coincide con la conquista romana. L'ultima città dell'Italia continentale, Taranto, cade in mano romano nel 272 a.C. Siracusa, in Sicilia, nel 212 a.C.
Con la perdita dell'autonomia inizia il declino. L'agricoltura razionale portata avanti dalle popolazioni locali viene sostituita dalla nascita di grandi latifondi a carattere pastorale, gestiti senza scrupoli dai liberti delle grandi famiglie senatorie romane. Le invasioni barbariche e alcune calamità naturali fanno il resto..

Persino l'unità d'Italia, per il Sud, risulterà negativa, infatti, verso fine secolo comincia ad emergere una quasi rassegnazione alla naturale e fisiologica arretratezza per la diffusa convinzione, di matrice positivista e darwinista, che le cause del ritardato progresso fossero particolarmente da ricercare nella correlazione tra le condizioni di clima e di suolo e il grado di sviluppo fisico e morale di un popolo, che la nuova nazione fosse formata da due stirpi originariamente dissimili, divise dal parallelo di Roma: bionda e di alta statura al Nord, bruna e di viso ovale al Sud, sottoposte a ineguale vicenda di nascita, di vita e di morte, ad un diverso atteggiamento nello spirito e nell'intelletto. Di matrice lombrosiana, invece, è la distinzione tra brachicefali - la razza superiore, evoluta, nordica - e dolicocefali - quelli dal cranio lungo, la razza inferiore, mediterranea o che il clima si è cristallizzato nei tessuti degli individui, per cui ogni forma sociale è impossibile.
Misurando crani, confrontando orecchie e calcolando pelosità, Cesare Lombroso, era convinto di prevenire delitti, individuando i potenziali soggetti a rischio e le circostanze che ne scatenano l'animosità - soprattutto dei briganti meridionali.
Vedi in calce la scheda: " lamento del brigante"

Finisce la storia della Magna Grecia. Inizia quella del Mezzogiorno
Il Mezzogiorno è ancora imprigionato in una cattiva modernizzazione.
Potente e frenante è la commistione tra fenomeni e mentalità ereditati da un passato lazzaronesco e feudale spintosi fin nel presente delle arretratezze strutturali e del conservatorismo di corporazioni, clientele, caste, nella perversa compenetrazione tra pubblico e privato funzionale ai ceti della violenza privata sugli interessi generali e al ceto politico dei mediatori delle risorse pubbliche.

Un auspicabile e tremendamente necessario sviluppo del Sud non può non passare per la "Magna Grecia", anche grazie al DDL del luglio 2008 che prevede fondi per il recupero e la fruibilità degli edifici storici, il potenziamento delle infrastrutture (strutture turistiche e ricettive), la promozione di attività di studio e comunicazione dei siti coinvolti, la formazione e riqualificazione della forza lavoro locale.

Nel DDL si prospettano, infatti, interventi (anche con risorse Ue) concreti finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione culturale, storica, archeologica, museale e turistica della Magna Grecia (ampliata fino a comprendere avamposti elleni sorti in epoca antica nelle Marche e nel Veneto: Ankon e Adria),
In tutto l'intervento interesserà 56 comuni distribuiti in sette regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto.
In particolare per la Campania ci sono: Ascea (Elea - Velia), Bacoli, Capaccio (Poseidonia - Paestum), Ischia, Napoli, Policastro e Pozzuoli.


ZERO POLITICO (prima stesura 1998):
- IL DIFFICILE PASSAGGIO TRA LA PRIMA E LA SECONDA REPUBBLICA


L'oggi politico nazionale e locale richiama il clima pre-costituzionale del '46-'48. Allora, il passaggio tra il PRIMA e il DOPO fu tutto un fervore di radicale annullamento del passato. Fervore tanto intenso e formale che, spesso, non permise di riconoscere CHI era il PRIMA e CHI era il DOPO.
Personaggi discutibili, grazie al voto di MASSA, si riciclarono nella nuova visione politica.

Il PRIMA era distruzione, bombe, morti, lacerazioni personali e sociali per cui l'attenzione era tutta volta al superamento della diffusa precarietà , ciò può giustificare quei discutibili riciclaggi.
Soprattutto nel Meridione, sopravvisse quasi per intero la logica politica precedente anche se vestita di nuovo, ad avvalorare la tesi viene la vittoria, nel Sud, della Monarchia nel Referendum Istituzionale, nonché molte amministrazioni locali meridionali restarono di fede monarchica (Lauro a Napoli) più avanti il ruolo di sindaco sarà occupato da ex podestà (rigorosamente democristiani).

Il fenomeno della mancata sostituzione del materiale umano ha portato ad una sostanziale continuazione della concezione della politica, il cambiamento è consistito nella semplice trasformazione dello STATO-PARTITO in STATO-PARTITI con una graduale, sistematica e concordata (consociativismo) occupazione di tutte le parti dello Stato (lottizzazione) da parte di tutti i partiti politici, ottimamente legittimati dallo strumentalizzato voto popolare.

L'invocato cambiamento non può prescindere dalla TOTALE sostituzione degli attuali "POLITICI" (politicanti), indubbiamente è essenziale la formulazione di regole nuove (già sufficientemente definite per la politica locale e in discussione per quella nazionale) che permettano controllo e trasparenza, ma molto ancor più essenziale resta la necessità del RADICALE AZZERAMENTO UMANO, altrimenti si rischia di cadere nello stesso ERRORE del '46-'48 cioè si verificherà inevitabilmente la SALDATURA tra il PRIMA e il DOPO. Oggi, però, non avremmo scusanti!
L'attuale classe politica nazionale può, attraverso l'ultima spiaggia di un rigoroso "Governo Istituzionale", solo formulare le nuove regole e poi SCOMPARIRE; a livello locale, invece, la stessa è, già abbondantemente, ALLA FRUTTA (teoria dello ZERO POLITICO).
Le nuove formazioni politiche non potranno in alcun modo somigliare ai vecchi partiti, cosiddetti ideologici (l'ideologia è stata una cambiale che l'elettore ha firmato in bianco al politico), alla meglio riciclati con nomi e simboli nuovi, ma MOVIMENTI di OPINIONE capaci di aggregare su PROGRAMMI POLITICI e di sviluppare idee originali per la soluzione concreta dei problemi sociali, economici, ecc.
Per la formulazione e diffusione di idee valide basta una penna e un foglio di carta (oggi computer, internet, ecc.) e non i complessi ed elefantiaci apparati dei partiti, che, per mantenersi, sono costretti ad assicurarsi una forza elettorale stabile, procurata attraverso la squallida pratica clientelare. A sua volta, la clientela per rimanere fedele alla "idea" (del tutto interessata) diventa sempre più sanguisuga e ingoia miliardi (pratica molto simile al "consenso" del fascismo).

La nostra società ha bisogno di uno scossone innovativo (rivoluzionario), che, purtroppo, difficilmente avverrà spontaneamente per cui è necessario osare con IDEE-FORTI, frutto non dello sterile connotato ideologico, ma di una serena e rigorosa analisi dei reali bisogni; compito, quest'ultimo, degli intellettuali (unici capaci di mediare necessità e moralità), finora, latitanti nella contesto politico italiano.

A conferma della necessità di idee - forti è l'evento verificatosi nel maggio '97: nell'ambito di manifestazione governative volte ad avvicinare i cittadini alle Istituzioni, furono invitati in Parlamento giovani studenti che, assisi al posto dei parlamentari col titolo di "onorevoli ragazzi", rivolgevano interpellanze a ministri, deputati e senatori, apposta convocati. Ad ogni risposta l'onorevole di turno chiedeva se il giovane, che aveva posto la domanda, era soddisfatto o meno; ebbene tutti si dichiararono pienamente soddisfatti.
Or mi viene da considerare, quale quasi cinquantenne e reduce dal '68, come è possibile fare politica NUOVA in una realtà dove I GIOVANI si dichiarano pienamente SODDISFATTI!

Occorre, riguardo alle idee-forti, meno dibattito democratico, spesso ideologicamente sterile, e più tempestività nel legiferare con la consapevolezza di correggere, sempre tempestivamente, in itinere eventuali difetti.

Oltremodo necessita orientare il legislatore verso leggi più semplici e comprensibili che entrino con facilità e immediatezza nel tessuto sociale, senza bisogno di tante consulenze interpretative come per esempio:

- Per i rifiuti, Gianni Agnelli diceva che bisognava spendere più soldi per demolire un'auto che per costruirla, la raccolta differenziata potrebbe ottimamente riuscire mediante una sostanziale incentivazione con l'occasione di lavoro: organizzare punti di raccolta, affidati a privati, dei vari elementi, che ben selezionati sono una richiesta materia prima per l'industria. La bottiglia di plastica, ad esempio, privata del tappo e dell'etichetta viene molto richiesta e ben retribuita; idem dicasi per il vetro, la carta, l'umido (che, ben selezionato, è richiestissimo perché è il concime più idoneo per l'orto, fornisce humus, sapore, sofficità al terreno) ecc. Il lavoro da incentivare è quello dei volontari spontanei che provvederebbero privatamente a tale selezione. La raccolta sarebbe subito operativa e sicuramente molto più economica di quella caotica attuale, che, nella migliore delle ipotesi, sarebbe l'inceneritore.
Io penso che, a regime, si registrerebbe una corsa ai rifiuti (dal cascame delle confezioni sparso ovunque si ricava ottima energia), con il risultato di un reddito per i più indigenti, una pulizia diffusa, poco o nullo inquinamento, ecc.

- Per la tanto bistrattata scuola italiana, annullando il valore legale del titolo di studio secondario si potrebbe con molta efficacia e senza grandi impegni eliminare dalla scuola superiore tutta la corruzione legata alla scuola privata (spesso diplomifici) o, per l'uso distorto, nella pubblica, così la scuola diventerebbe solo distributrice di cultura e non di "pezzi di carta", per gli accessi universitari e per i concorsi si possono usare test, del resto già abbondantemente in uso, rispettivamente di accesso e selettivi.

- Rispetto all'alto numero di imposte automobilistiche, si potrebbero eliminare tutti gli oneri (tassa possesso, patente, assicurazione, pedaggio autostradale, ecc.) ed i controlli sostituendoli con un'unica tassa aggiuntiva sul carburante debitamente calcolata, così come sarà l'utilizzo così automaticamente (senza bisogno di alcun controllo) sarà l'onere, che risulterebbe molto equo.

- Per combattere ogni tipo di evasione fiscale, si possono utilizzare i mezzi tecnologici per controllare, tramite i codici fiscali o le partite IVA, ogni acquisto e chiedere una motivazione per la provenienza di ogni somma utilizzata per la compera, il tutto su una sorta di "cartella fiscale" che deve accompagnare, per tutta la vita, ogni cittadino.

o, ancora, Ideare una sorta di feudalità fiscale, cioè istituire onorificenze per chi più paga.
La Repubblica Italiana già elargisce, non sempre limpidamente, ben sei livelli di onorificenze:1° cavalier di gran croce decorato gran cordone; 2° cavaliere di gran croce; 3° grande ufficiale; 4° commendatore; 5° ufficiale; 6° cavaliere. - Dal 1980 al 2010 sono stati conferiti circa 230.000 titoli. Negli ultimi tempi sono comparse onorificenze anche regionali.
La corsa al titolo, che sicuramente si registrerà , potrebbe indurre a vantarsi di pagare le tasse, anzi a pagarne quanto più possibile per conquistare l'ambito titolo. Bellissima gara!




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