Eduardo Ambrosio


Vai ai contenuti

Menu principale:


3- La Costituzione degli Stati Uniti d'America

UNIVERITA'... > TUTTE LE LEZIONI > SULLA COSTITUZIONE

La Costituzione degli Stati Uniti d'America


Essa venne completata il lunedì 17 settembre 1787dalla convenzione di Filadelfia, e venne successivamente ratificata da speciali "Convenzioni" convocate a tale proposito in ognuno dei tredici stati esistenti all'epoca. Entrò in vigore nel 1789, ed è servita da modello per diverse costituzioni adottate da altre nazioni.


La Costituzione creò un governo maggiormente unificato, al posto di quello che era un gruppo di stati indipendenti che operavano sotto gli Articoli della Confederazione. Il primo Stato a ratificare la Costituzione fu il Delaware.

Dopo la guerra d'indipendenza, i tredici stati formarono inizialmente un governo centrale molto debole in base agli Articoli della Confederazione.

Esso non aveva alcun potere di imporre tasse poiché non aveva l'organizzazione necessaria a far rispettare i pagamenti. Non poteva nemmeno controllare i commerci tra gli stati, per cui si venne a creare una serie di leggi tributarie e di tariffe in conflitto tra i vari stati. Inoltre, gli Articoli richiedevano il consenso unanime di tutti gli stati prima che potesse essere attuato qualsiasi cambiamento. Gli stati prendevano il governo centrale con tale leggerezza che i loro rappresentanti erano spesso assenti e la legislatura nazionale veniva di frequente bloccata, anche su questioni marginali, a causa della mancanza di un quorum.

Il 17 settembre 1787, la Costituzione venne completata con le necessarie modifiche e firmata a Filadelfia e il nuovo governo da questa prescritto entrò in funzione il 4 marzo 1789, dopo che in molti stati ci fu un'aspra lotta sulla ratifica. Queste dispute portarono alla creazione di una Costituzione basata sul compromesso tra gli stati e le parti politiche.

Nel 1776 Benjamin Franklin fu l'unico dei Padri Fondatori a partecipare alla stesura di tutti e tre i principali documenti degli USA. Uno dei modelli ispiratori per Benjamin Franklin e la Costituzione americana fu "La Scienza della Legislazione" del napoletano Gaetano Filangieri, col quale aveva una fitta corrispondenza.
La Costituzione statunitense si definisce come "legge suprema dello Stato".

Le corti hanno interpretato la frase in questo senso: quando le leggi (incluse le costituzioni dei singoli Stati) che sono state approvate dalle legislature statali, o dal Congresso (nazionale), vengono ritenute in conflitto con la Costituzione federale, tali leggi sono nulle e prive di effetto.

Le decisioni della Corte Suprema nel corso di oltre due secoli hanno ripetutamente confermato e rafforzato questa dottrina della "supremazia costituzionale" (o "clausola di supremazia").

In base alla Costituzione, l'autorità ultima, politica e governativa, è affidata all'elettorato statunitense, che può cambiare la legge fondamentale, se lo desidera, emendando la Costituzione o, come caso estremo, stilandone una nuova. Il popolo comunque non esercita questo diritto in maniera diretta, ma delega gli affari quotidiani del governo ai funzionari pubblici, sia eletti che nominati, alcuni dei quali sono previsti dalla Costituzione.

Anche se la Costituzione è cambiata sotto molti aspetti fin dalla sua prima adozione, i suoi principi base sono ancora gli stessi del 1787:
Esistono tre rami principali di governo - potere esecutivo, potere legislativo, e potere giudiziario. Struttura federale: I poteri elencati nella Costituzione sono dati al governo federale, mentre tutti gli altri poteri non indicati rimangono ai singoli stati.

Preambolo: "We the people", "Noi il popolo" Il resto della Costituzione consiste di sette articoli; la loro separazione riflette, in generale, l'idea della separazione dei poteri.

L'articolo I stabilisce la branca legislativa del governo, il Congresso degli Stati Uniti d'America, che comprende la Camera dei Rappresentanti e il Senato. L'articolo stabilisce il metodo di elezione e la qualifica dei membri di ciascuna camera.[…]
[…] Non permise di proibire la tratta degli schiavi fino al 1808[…] richiedeva che le tasse dirette fossero proporzionate agli stati in ragione della loro popolazione. […] Inoltre, la Costituzione preclude al Congresso di privare uno Stato dell'equa rappresentanza al Senato (vide infra) senza il suo consenso. […] inoltre comprende la Clausola di Commercio, che garantisce al Congresso il potere di regolare i commerci interstatali e internazionali.

L'articolo II descrive la presidenza (il ramo esecutivo): i poteri dell'ufficio, i requisiti per essere presidente e le procedure per l'elezione.
Prevede inoltre l'incarico di Vicepresidente degli Stati Uniti d'America, una figura il cui ruolo ufficiale è quello di sostituire il presidente, se questi è impossibilitato a svolgere le sue funzioni o si dimette, e di presiedere ai dibattiti in Senato, con diritto di voto in caso di parità. L'articolo II contiene anche la clausola che permette l'impeachment dei funzionari costituzionali (Presidente, Vice Presidente, Giudici).

L
'articolo III descrive il sistema giudiziario americano.
L'articolo richiede che esista una corte chiamata Corte Suprema; il Congresso, a sua discrezione, può creare corti inferiori, i cui ordini e sentenze possono essere riviste dalla Corte Suprema. L'articolo III inoltre richiede il processo con giuria in tutti i casi penali, definisce il crimine di tradimento, e incarica il Congresso di stabilire la pena relativa, imponendovi al tempo stesso dei limiti.

L'articolo IV
descrive le relazioni tra gli stati e tra questi e il governo federale.
Ad esempio, richiede che gli Stati diano "piena fiducia e credito" agli atti pubblici, registrazioni e procedimenti giudiziari degli altri stati. Al Congresso è permesso regolare il modo in cui tali atti o procedimenti possono essere ammessi. La clausola dei "privilegi e immunità" proibisce la discriminazione dei cittadini di altri stati in favore di quelli del proprio. Inoltre stabilisce le norme di estradizione tra gli stati, così come istituisce una base legale per la libertà di movimento tra gli stati.

L'articolo V
descrive il processo necessario per emendare la Costituzione.
Fornisce due metodi per proporre gli emendamenti: nel primo caso i due terzi delle legislature di stato possono richiedere una convenzione allo scopo di valutare gli emendamenti, nel secondo il Congresso può proporre un emendamento con una maggioranza dei due terzi in ogni camera. Gli emendamenti proposti dalla convenzione o dal Congresso devono comunque essere ratificati dai tre quarti degli stati per entrare in vigore; l'articolo dà al Congresso l'opzione di richiedere la ratifica dalle legislature statali o da convenzioni indette in ogni stato. Attualmente l'articolo V pone un solo limite al potere di emendamento: nessun emendamento può privare uno Stato della sua equa rappresentanza nel Senato, senza il consenso di tale stato.

L'articolo VI
impone la Costituzione, e le leggi e i trattati degli Stati Uniti stipulati in accordo con essa, come legge suprema dello Stato.
Inoltre convalida il debito nazionale creato dagli Articoli della Confederazione e richiede che tutti i legislatori, i funzionari federali e i giudici prestino giuramento di sostenere la Costituzione.

L'articolo VII delinea i requisiti per la ratifica della costituzione.
La Costituzione fu in origine proposta come emendamento degli Articoli della Confederazione, per cui era richiesta la ratifica di tutti i tredici stati per poter apportare cambiamenti. L'articolo VII della Costituzione richiese la ratifica di solo nove dei tredici stati per poter entrare in vigore. Gli studiosi hanno di norma risolto questa contraddizione sostenendo che quando il nono Stato ratificò la Costituzione e questa entrò quindi in vigore, si ebbe implicitamente una secessione di quei nove stati dall'unione governata dagli Articoli e si creò al suo posto una nuova unione federale distinta. Secondo questa teoria, quegli stati che non ratificarono la Costituzione rimasero parte di una federazione separata. In ogni caso, la Costituzione fu poi ratificata da tutti gli stati.

Emendamenti Ci sono due sistemi per emendare la Costituzione: il primo prevede la votazione a maggioranza di due terzi di ciascun ramo del Congresso, mentre il secondo prevede che il potere legislativo di due terzi degli Stati che compongono la confederazione richieda al Congresso la preparazione di una "convention nazionale", nella quale discutere dei possibili emendamenti. Dal 1791 la Costituzione è stata emendata in diciassette occasioni .

La Carta dei Diritti degli Stati Uniti: consiste nei primi dieci emendamenti della Costituzione, tutti approvati nei primissimi anni - ancora oggi nella forma in cui vennero adottati oltre due secoli fa - di storia della nuova federazione, e condivide il tema della limitazione del potere del governo federale: l'obiezione più diffusa era che un forte governo centrale avrebbe tiranneggiato i cittadini se lasciato senza vincoli.
Il primo emendamento garantisce la libertà di culto, parola e stampa, il diritto di riunirsi pacificamente e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti.

Il secondo emendamento garantisce il diritto di possedere armi; se tale diritto sia esteso ai privati cittadini o solo alle milizie statali è stata questione di acceso dibattito, e le varie corti hanno interpretato il suo significato in diversi casi sin dal 1900.

Il terzo emendamento prevede che le truppe non possano essere acquartierate in abitazioni private senza il consenso del proprietario.

Il quarto emendamento difende da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli.

Il quinto emendamento sancisce che "Nessuno sarà tenuto a rispondere di reato, che comporti la pena capitale, o che sia comunque grave, se non per denuncia o accusa fatta da un Grand Jury (in italiano "Gran Giudice"), a meno che il caso riguardi membri delle forze di terra o di mare, o della milizia, in servizio effettivo, in tempo di guerra o di pericolo pubblico; e nessuno potrà essere sottoposto due volte, per un medesimo reato, a un procedimento che comprometta la sua vita o la sua integrità fisica; né potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro se medesimo, né potrà essere privato della vita, della libertà o dei beni, senza un giusto processo; e nessuna proprietà privata potrà essere destinata a uso pubblico, senza equo indennizzo".

Il sesto emendamento
garantisce un processo penale rapido e pubblico. Richiede il processo da parte di una giuria (di pari), garantisce il diritto alla difesa per l'accusato, e prevede che i testimoni debbano assistere al processo e testimoniare in presenza dell'accusato.

Il settimo emendamento garantisce un processo davanti ad una giuria per le controversie civili il cui valore sia superiore ai 20 dollari.

L'ottavo emendamento vieta le cauzioni e le multe eccessive, e le punizioni crudeli o inusitate.
Il nono emendamento dichiara che l'elenco dei diritti individuali non è inteso come esaustivo; che il popolo ha altri diritti non specificamente menzionati nella Costituzione.

Il decimo emendamento prevede che i poteri che non sono delegati dalla Costituzione al governo federale, o da essa non vietati agli Stati, sono riservati ai rispettivi Stati, o al popolo.

La Dichiarazione dei Diritti e gli emendamenti successivi hanno posto alcuni diritti umani fondamentali al centro del sistema legale statunitense, e sono serviti da modello per altri.

Gli emendamenti alla costituzione successivi alla Dichiarazione dei Diritti, coprono un'ampia gamma di argomenti. La maggioranza dei diciassette emendamenti successivi trae origine dal continuo sforzo di espandere le libertà individuali, civili o politiche, mentre alcuni riguardano la modifica delle strutture basilari del governo disegnate a Filadelfia nel 1787.

Oltre 10.000 emendamenti alla Costituzione sono stati sottoposti al Congresso fin dal 1789; in un tipico anno congressuale, da diversi decenni, ne vengono proposti tra 100 e 200.


Torna ai contenuti | Torna al menu