Eduardo Ambrosio


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L'ILLUMINISMO

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L'ILLUMINISMO si sviluppa nel Settecento (cenni sul contesto storico generale, italiano, meridionale e terzignese) ed i suoi caratteri principali sono:

- DIVULGATIVO: si vuole divulgare l'istruzione, specialmente il sapere scientifico (influenza di Newton), che viene considerato LUME della mente, per fugare l'ignoranza.

- CRITICO: si criticano tutte le istituzioni sociali, politiche e religiose, si va contro la tradizione, specialmente religiosa, considerata inganno del clero e superstizione. Si vuole tutto riformare, propugnando una politica di riforme, che devono essere attuate da principi/filosofi (dispotismo illuminato).

- RAZIONALISTICO: tutto viene giudicato valutato con il LUME della RAGIONE (indicata come divinità), essa è la forza viva dell'intelletto individuale con cui ciascuno domina e critica ogni cosa senza riguardo per la tradizione, cioè l'eredità del passato, e per le istituzioni storicamente formatesi.

- NATURALISTICO: si auspica una MORALE, una religione e un diritto naturali contro la morale, la religione e il diritto storici, cioè tradizionali. In questi tre campi vi sono alcune verità fondamentali inerenti alla natura umana (strutture), che formano un nucleo esistente in tutti gli uomini e in tutti i tempi. Invece le forme storiche della morale, della religione e del diritto (sovrastrutture) hanno deformato questo nucleo di verità primitive e razionali.

Al patriottismo si contrappone il COSMOPOLITISMO: le divisioni nazionali negano l'uguaglianza fra gli uomini, che è naturale.
La religione naturale è il DEISMO (sviluppatosi soprattutto in Inghilterra), che ammette l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima, ma nega tutti gli altri dogmi insegnati nelle varie chiese. Infine, l'illuminismo è caratterizzato, nella sua laicità, da uno spirito ottimistico, perché si ha la convinzione che la diffusione dl sapere renderà gli uomini più buoni e felici.

L'illuminismo in Francia assume un più deciso carattere riformatore e si determina come un movimento volto a illuminare individui, popoli e sovrani con la diffusione dei lumi del progresso scientifico e filosofico.

Organo di diffusione delle idee nuove fu la

ENCICLOPEDIA


diretta da DIDEROT e MONTESQUIE, 1689-1755, in cui si mette in rilevo l'importanza delle cause fisiche e morali degli avvenimenti storici, si sostiene la necessità di illuminare i popoli e pensa di prevenire il dispotismo mediante la divisione dei poteri dello stato (ESECUTIVO, LEGISLATIVO, GIUDIZIARIO).


VOLTAIRE, 1694-1778, condusse una lotta implacabile contro il privilegio, si atteggiò a campione di tolleranza, finì con lo svalutare il passato; combatté la Chiesa, ma si pronunciò per l'esistenza di Dio, satireggiò l'ottimismo leibniziano, banalizzandolo. V. cercò di sfrondare e liberare la storia dall'erudizione vana e superflua per farne una maestra discreta e prudente, che mira ad insegnarci i nostri doveri e i nostri diritti.


CONDILLAC, 1714-1780, formula la tesi che anche le facoltà e le attività dell'anima non siano che sensazioni trasformate. Egli parte dall'ipotesi di una statua, interiormente costituita come noi e animata da uno spirito privo di idee. Se avviciniamo al naso della statua una rosa, essa sarà in quel momento nient'altro che odor di rosa. Alla sensazione è collegata l'attenzione, concentrazione della capacità di sentire su un solo oggetto. Da una duplice attenzione nasce la possibilità di comparare due sensazioni. Una sensazione trascorsa lascia una traccia (ricordo, memoria). Il paragone tra due giudizi sentiti genera il giudizio. Una serie di giudizi costituisce il ragionamento. Dal tatto nasce il sentimento fondamentale di noi stessi e l'idea del mondo esterno. La sofferenza per la privazione di una cosa genera il bisogno . Il bisogno si trasforma in desiderio, il desiderio consolidato costituisce la passione, il desiderio assoluto è la volontà. Il C. respinge decisamente il materialismo.



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