Eduardo Ambrosio


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IL DISINQUINAMENTO

VARIE > IL SARNO E POGGIOMARINO


DISINQUINAMENTO DEL SARNO
2006


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UTOPIA O REALTÀ!
Le autorità, finalmente, parlano di reali lavori di bonifica per il fiume Sarno


Sembra proprio che il fiume Sarno, da anni la vergogna dell'Italia meridionale ed il fiume più inquinato d'Europa, sia sulla strada giusta per diventare il fiore all'occhiello di San Marzano.
Oggi il fiume Sarno si presenta come una cloaca a cielo aperto, dove molte industrie della zona vi scaricano i loro rifiuti pur avendo opportuni impianti di depurazione e dove molte reti fognarie vi si immettono abusivamente.
Ma le cose sembra che vogliano cambiare.
Questo grazie al generale Jucci, il quale vuole riportare le acque del fiume Sarno alla limpidezza di una volta, quando con esse si potevano irrigare i campi e nel fiume si poteva anche pescare. Ed è questo lo scopo del generale, che avvale del valido aiuto di tante associazioni che si sono unite formando un'unica associazione "Gli Amici del Sarno", avente un unico scopo, far rinascere il fiume Sarno.
E di questa nuova nata, fa parte l'A.P.S. San Marzano, la quale oggi vanta più di quaranta soci agonisti e più di duecento soci simpatizzanti.
L'A.P.S. San Marzano partecipa al progetto "adotta un tratto di fiume", dove si prendono la responsabilità di gestire e salvaguardare un tratto di fiume. L'associazione ha come scopo principale quello di fare diventare il fiume Sarno un campo di gara a livello nazionale paragonabile ai campi di Umbertine, Anita e Arno pisano. Ma per fare questo non basta la costanza, la passione e l'ardore di cui i soci sono animati, ma c'è bisogno di tanto aiuto e sostegno dalle autorità e dalle altre associazioni.
Speriamo solo che le autorità competenti non accantonino il progetto nel dimenticatoio.




L' ITER DELLA BONIFICA DEL SARNO, UN LUNGO FIUME DI MELMA

La storia inizia nel 1973, anno dell'allarme per il colera, con il progetto speciale per il disinquinamento del Golfo di Napoli (PS3) elaborato negli anni Settanta dalla Casa per il Mezzogiorno. Nel 1986, con lo scioglimento della Cassa, la competenza passa all'ente Regione Campania ed al Commissario Straordinario di Governo: il PS3 viene recepito e ampiamente modificato dal Piano Regionale di Risanamento delle Acque. Partono finanziamenti per appalti relativi a lavori mai completati (a volte neppure iniziati). Nel 1992 il Consiglio dei Ministri affida al Ministero dell'ambiente il compito di predisporre un piano per il disinquinamento che tenga conto delle condizioni profondamente mutate dell'area e persegua l'obiettivo primario di abbattere il livello di rischio esistente.
Il 17 ed il 18 novembre 2004 la Commissione di inchiesta sulle cause dell'inquinamento del fiume Sarno ha tenuto presso la Prefettura di Salerno audizioni di numerosi soggetti pubblici, con lo scopo di acquisire elementi utili alle indagini demandate dal Senato della Repubblica alla Commissione. La nomina del generale Jucci a commissario per l'emergenza Sarno è un ulteriore elemento di stimolo per tale argomento. Il fiume Sarno nasce nella regione Meridionale della Campania da tre sorgenti: il Rivo Palazzo, la Santa Marina e la Cerola; è lungo 24 Km e attraversa 36 Comuni, per una popolazione di circa 700.000 abitanti. Agli albori del XIX secolo, grazie al flusso delle sue acque che poteva sostituirsi all'energia sviluppata dal vapore, lungo il fiume si insediarono molti opifici che hanno dato lavoro a centinaia di persone. Sorse la prima Cartiera del Regno delle Due Sicilie, e le note industrie tessili che ricavavano energia dal flusso dell'acqua per il funzionamento dei loro macchinari.
A partire dalla sorgente il fiume scorre per circa 2 Km nel comprensorio del Comune di Sarno, per entrare poi in quello di Striano. Dalle pendici della montagna le acque della sorgente scorrono chiare per circa 200 m. In esse si possono distinguere trote e anguille, e sotto il pelo d'acqua la vegetazione è rigogliosa, sul fondo la ghiaia si presenta molto sottile e di un bel colore giallino. Il miracolo, però dura poche decine di metri, tanto è vero che gia dalla località di Striano lo stato ambientale del fiume è "pessimo" . Dal Comune di Striano, il Sarno entra per circa 2 km nel comprensorio di San Valentino Torio dove le 3 sorgenti si riuniscono. Successivamente le acque entrano nel comprensorio di Poggiomarino per poi procedere per circa 4 km fino al Comune di San Marzano, dove incominciano a farsi melmose e l'odore diventa nauseante In contrada Campa di Cavallo confluiscono nel Sarno le acque dell'alveo comune che nasce dall'abbraccio dei torrenti Solofrana e Cavatola. Lungo il letto del fiume, in particolare in questa contrada cresce una pianta particolare chiamata "Lemma" e ribattezzata dai contadini "Lenticchia d'acqua" che ha una forte azione fitodepurante e rigeneratrice, quasi che la natura volesse difendersi dalle violenze dell'uomo.
A partire dalla stazione ferroviaria di Scafati le acque del fiume diventano putride e le sue sponde costituiscono l'Habitat naturale di enormi ratti. Lungo i tratti melmosi, di osservano rifiuti e scarti di ogni genere scaricati abusivamente. Dopo circa 10 km di corso, accanto al palazzo comunale e alla Villa Scafati, si ergono le chiuse del Sarno, monumento Nazionale, che macinano l'acqua. Quest'ultima, nonostante la grossa spinta, non riesce mai a schiarirsi. Gli apporti del canale Marna e di Fosso San Tommaso, che raccolgono le acque nere di oltre 200.000 abitanti e i probabili scarichi industriali di decine di fabbriche insediatesi lungo gli argini, aggravano ancor di più la salute del fiume. Il Sarno, attraversando il Comune di Pompei, arriva, dopo circa 2 km, alla foce nella frazione di Rovigliano del Comune di Torre Annunziata in condizioni di salute pessima. Perciò, il golfo di Napoli riceve un carico inquinante difficilmente degradabile in breve tempo.
Già dal 1973, anno in cui fu varato il Progetto di risanamento del Golfo di Napoli, dopo l'epidemia del colera , fu prevista anche la bonifica del fiume. Legambiente, insieme ai cittadini ed al Coordinamento di Difesa del Sarno, si muove per fermare il PS3, divenuto ormai obsoleto, ed elabora nuove proposte. Nell'aprile del 1993, un anno dopo la dichiarazione di " area di elevato rischio ambientale", la Regione incaricò l'ENEA di studiare la costruzione di un megadepuratore. Tale idea fu successivamente accantonata e fu decisa la costruzione di sette impianti più piccoli e quindi più facilmente gestibili. Il bacino del Sarno è suddiviso in tre grandi aree: Alto Sarno, Medio Sarno e Foce. Per l'Alto Sarno, nel 1995 partirono i lavori di costruzione dei depuratori di M.S. Severino e Solfora. Il funzionamento dei due depuratori non ha prodotto la svolta che tutti si aspettavano in quanto l'incidenza del carico inquinante proveniente dal polo conciario di Solfora è ancora altissima. In realtà occorre che i Comuni dell'Alto Sarno, nonché le industrie, si dotino di depuratori per evitare ogni scarico diretto nel torrente Solforano, affluente del Sarno. Il mancato decollo del sistema di depurazione dell'area del Medio Sarno è una delle cause principali del degrado del fiume. Per il Medio Sarno sono previsti quattro impianti di depurazione. I lavori, iniziati nel 1999, sono attualmente bloccati. Per la Foce del Sarno è funzionante l'impianto di depurazione costruito sulla sponda sinistra ed è in corso la progettazione dell'impianto biologico e la costruzione di collettori fognari e di depuratori da parte dei comuni che gravitano nell'area della foce, per evitare che le acque luride vengano versate direttamente nei canali affluenti del fiume. Tra le funzioni dell'ARPAC c'è la vigilanza e il controllo tecnico e analitico sulle fonti di inquinamento fisico, chimico e biologico delle acque, dell'aria e del suolo e sull'igiene dell'ambiente. I tecnici del Dipartimento Provinciale di Salerno e di Napoli sono impegnati nel monitoraggio del fiume Sarno, al fine di stabilire la sua qualità ambientale in funzione della sua capacità di autodepurazione e di mantenere ecosistemi ampi e diversificati, nonché di stabilire la sua qualità per specifica destinazione ovvero particolari funzioni o destinazioni d'uso. La stessa normativa prevede la classificazione della qualità ambientale dei corpi idrici superficiali in cinque classi: elevato, buono, sufficiente, scadente, pessimo. Dall'ottobre 2001 a tutt'oggi i Dipartimenti Provinciali di Salerno e di Napoli hanno proseguito l'attività di monitoraggio sul fiume Sarno. Ciò ha permesso di individuare le classi di qualità ambientale per ciascuna stazione, evidenziando un andamento generale dallo scadente al pessimo lungo l'asta del fiume, dal Comune di Striano alla foce. L'analisi dei dati si è incentrata sul livello d'inquinamento del "Sarno" espresso dallo stato ecologico e dallo stato chimico. Lo stato ecologico, inteso come la complessità degli ecosistemi acquatici e della natura fisica e chimica dei sedimenti, è descritto dai macrodescrittori. Lo stato chimico è definito in base alla presenza di sostanze chimiche tossiche e nocive: microinquinanti organici e inorganici e concorre con la comparazione dei dati relativi allo stato ecologico alla definizione dello stato ambientale del fiume. I risultati ottenuti evidenziano la situazione disastrosa del fiume e confermano che la parte del fiume Sarno in cui maggiormente si risente dell'impianto antropico è localizzata all'altezza della contrada Ciampa di Cavallo di S. Marzano, dove il Sarno riceve i canali Solofrana e Cavatola che confluiscono per formare l'Alveo Comune. Per quanto detto, il fiume Sarno è classificato come qualità ambientale "pessimo".



LO STATO ATTUALE DEI LAVORI E PROSPETTIVE

I lavori del depuratore di Poggiomarino sono stati fermati per i noti ritrovamenti archeologici di Longola. Molto rallentati per fallimento della ditta appaltatrice sono i lavori del depuratore S. Antonio Abate/ Scafati. Mancano fondi per le fognature. Queste difficoltà sono state avviate recentemente a soluzione e, entro il 2005, il sistema depurativo del Sarno dovrebbe essere funzionante.
Bisogna completare i lavori per tre nuovi depuratori e realizzare le fognature nell'intero bacino; poi occorre portare a conclusione la riduzione degli apporti inquinanti delle industrie; infine bisogna migliorare il depuratore di Solfora e riportare a norma quello di Foce Sarno. I nuovi depuratori sono siti in diversi luoghi: Nocera Inferiore, Angri/S. Marzano, S. Antonio A./Scafati. Anche la rete di collettori fognari è in costruzione: del sub comprensorio 1, da avviare; del 2, in fase di progettazione; del 4, a breve ultimata; dell'Alto Sarno, quasi ultimata; e di Foce Sarno, in ultimazione.
Il completamento è previsto entro il 2005 anche se le industrie conserviere dovranno necessariamente dotarsi di sistema di trattamento primario, altrimenti , il sistema depurativo del Medio Sarno non sarà in grado di eliminare tutto il carico inquinante. Molta preoccupazione viene dalle industrie conciarie di Solfora che, ubicate a monte, condizionano tutto il sistema. In sintesi:
" Completamento del sistema depurativo (completamento sistemi fognari dei comuni di Poggiomarino, Terzigno, Ottaviano, Striano, Scafati, Pagani, Angri, Castel S. Giorgio, Corbara, Siano, Cava dei Tirreni, S. Antonio, Abate, S. Marzano sul Sarno, Nocera Inferiore, Roccapiemonte, S. Egidio Montalbino, S. Giuseppe Vesuviano);
" Consistente riduzione degli apporti inquinanti degli scarichi industriali (monitoraggio e controllo scarichi industriali conciari e conservieri);
" Abbattimento dell'inquinamento diffuso (miglioramento politiche ambientali comunali);
" Un piano ed un'azione integrata di bacino (la realizzazione del Parco fluviale del Sarno).



FIUME E FANGO

Le frane sono causate dall'imbibizione dell'acqua, la distruzione del manto vegetale(incendi) e il disboscamento possono risultare fattori determinanti. Nelle frane per colata i movimenti e le deformazioni dei materiali di degradazione, ed i detriti incoerenti, presentano un comportamento analogo a quello dei fluidi viscosi: si tratta di dissesti di portata varia, che interessano materiali sia imbibiti d'acqua, sia secchi; il distacco è generalmente improvviso, il movimento da lento diventa rapido.
Il territorio intorno a Sarno è caratterizzato da rilievi con versanti pericolosamente ripidi, ricoperti di macchia mediterranea; per questa ragione si può escludere il disboscamento quale causa determinante degli smottamenti del 4-5 maggio 1998. Piuttosto, le ragioni sono da ricercarsi principalmente in due condizioni particolarmente sfavorevoli: la natura dei geologica dei rilievi (formazione piroclastiche spesso incoerenti e facilmente impregnabili da acque meteoriche associate a bancate calcaree inclinate) e la ripidità dei rilievi.



OSSERVATORIO E AGENDA 21

L'11 Aprile 2003, la Provincia di Salerno, d'intesa con il Patto Territoriale per l'Occupazione dell'Agro Nocerino Sarnese, ha presentato alla stampa il Progetto Sarno i cui obiettivi primari sono dettati dall'esigenza degli enti locali e di tutti i cittadini, di ottenere un'informazione puntuale ed una partecipazione attiva in merito al Progetto di risanamento del fiume Sarno. Esigenza dettata sia dagli evidenti interessi socio-economici e del concreto impegno nella riqualificazione di tale area, sia dal necessario recupero ambientale, visto il documento Strategico sull'Area Protetta del Fiume Sarno sottoscritto nel 2002 dalle Province di Salerno e di Napoli, dai Comuni di Poggiomarino, Scafati, Striano, Sarno, San Marzano sul Sarno e San Valentino Torio, cui fa seguito l'istituzione dell'area protetta del fiume Sarno da parte della regione Campania.

Strumenti del progetto Sarno sono un Osservatorio di monitoraggio ambientale del fiume Sarno e l'Agenda XXI Locale.
L'ISSI, l'Istituto Sviluppo Sostenibile in Italia è stata incaricata dalla Provincia stessa di svolgere l'attività d'indirizzo e coordinamento dell'attività dell'Osservatorio e di supporto tecnico-scientifico al Forum di Agenda XXI Locale.
Tra i suoi compiti immediati l'Osservatorio Sarno, in qualità di struttura tecnica della Provincia a disposizione di tutti gli Enti territoriali locali, effettuerà un'azione di monitoraggio dell'andamento dei lavori per il completamento del Progetto di depurazione del fiume Sarno, con particolare attenzione alle fasi di completamento del sistema di depurazione, di collettamento delle fognature, nonché le azioni di risanamento e recupero ambientale del fiume. Al contempo, verrà attuato un monitoraggio della qualità delle acque: nello specifico dovrà riguardare lo stato di qualità eco-biologica, lo stato di qualità chimico-fisica ed, infine, lo stato igienico. Inoltre, verrà creata una rete di comunicazione puntuale ai cittadini mediante gli organi d'informazione tradizionali, periodici ed, infine, lacerazione e l'aggiornamento di un sito internet dedicato sia all'Osservatorio ed alle proprie attività, sia all'Agenda XXI locale, allo scopo di assicurare l'accesso generalizzato, soprattutto in via informativa, ai dati raccolti ed alle elaborazioni effettuate.


Inquinamento del fiume Sarno: il monitoraggio ed i controlli ambientali.

Il 14 Ottobre, presso Villa Nunziante a Scafati, nel corso del Convegno "Inquinamento del Fiume Sarno: il monitoraggio ed i controlli ambientali", gli Enti territoriali amministrativi e di controllo con un ruolo diretto ed attivo nell'ambito della realizzazione del piano di risanamento del fiume Sarno sono stati messi a confronto gli uni con gli altri e con il mondo universitario e tecnico-scientifico in merito all'indispensabile riduzione degli inquinanti che quotidianamente vengono riservati nelle acque del fiume ed all'urgente necessità di completamento del sistema depurativo e fognario.
Dopo i saluti del sindaco di Scafati Francesco Bottoni, hanno preso la parola l'Assessore Provinciale all'Ambiente, Angelo Paladino, ed il Presidente dell'Istituto Sviluppo Sostenibile in Italia e Responsabile dell'Osservatorio, Edo Ronchi.
Rilevanti sono stati gli interventi degli enti attivamente impegnati azione di risanamento del fiume Sarno tra i quali, l'Alto Commissario per l'Emergenza del Sarno, rappresentato da Fabio Trezzini, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, Massimo Russo, il Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Sarno, Marcello Postiglione, il Direttore Dipartimento A.R.P.A.C. Salerno, Roberto Napoli e l'A.T.O.3 Sarnese Vesuviano, con il contributo di Giuliano Cannata. In rappresentanza del mondo universitario e tecnico scientifico sono intervenuti Giovanni Damiani della facoltà Agraria e Giuseppe Nascetti della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, entrambi dell'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, Chiara Boschi della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Bologna. Giuseppe Bullieri è intervenuto in qualità di Presidente Consorzio di valorizzazione dei prodotti tipici dell'Agro Nocerino Sarnese " Hortus Felix", Leonardo Mancusi ha presentato l'impegno dell'EnelHydro S.p.A. sul territorio campano, mentre Massimo Guerra, Hecolog, ha affrontato la delicata questione del trasporto dei fanghi, una volta determinata la loro natura. Hanno chiuso i lavori il Presidente dell'ANICAV, Luigi Salvati, ed il Presidente del Comitato Piccola Industria, dott. Paolo Traci, i quali hanno illustrato il punto di vista delle aziende presenti sul territorio e ribadito l'impegno e la volontà di collaborazione con le autorità locali nell'ambito del piano di risanamento e recupero del fiume Sarno, come occasione di rilancio dell'economia locale.


I PARCHI FLUVIALI: ESPERIENZE A CONFRONTO

Martedì 18 Novembre presso il Castello Fienga a Nocera Inferiore, si è svolto il Convegno Nazionale "I parchi fluviali: esperienze a confronto", organizzato dall'Osservatorio Fiume Sarno, in collaborazione con la Provincia di Salerno, il Patto Territoriale dell'Agro S.p.A e l'Istituto Sviluppo Sostenibile Italia.
Al convegno, cui sono stati inviati i 39 sindaci dei Comuni ricadenti nel bacino del Sarno e le associazioni imprenditoriali ed ambientalistiche presenti sul territorio, sono intervenuti presenti sul territorio, sono intervenuti il Presidente della Provincia di Salerno Alfonso Andria, l'Assessore Provinciale all'ambiente Angelo Paladino, il sindaco di Nocera Inferiore, Antonio Romano, l'Alto Commissario per l'Emergenza Sarno, Generale Roberto Jucci, l'Amministratore Delegato della Patto Territoriale dell'Agro S.p.A. Guglielmo Vaccaio, il Presidente dell'Istituto Sviluppo Sostenibile Italia e responsabile dell'Osservatorio Edo Ronchi. Molte altre sono state le persone che sono intervenute, di grande importanza sono stati gli interventi dei rappresentanti dell'Associazione per l'Arno, del Parco dell'Adda Nord e di quello dell'Adda Sud, del parco del Delta del Po dell'Emilia Romagna, del Parco Naturale di Montemarcello - Magra, del Parco dell'Oglio Sud e di quello dello Stirone.
Il convegno ha rappresentato un'utile occasione di dibattito e confronto per la definizione del progetto strategico di risanamento e riqualificazione dell'Area Protetta del Fiume Sarno.


Da registrare nel dicembre 2004, la definitiva sistemazione del parco Foce ed il concreto avvio dei lavori per la sistemazione delle sponde del fiume nella parte iniziale, al fine di assicurare una passeggiata lungo il fiume di circa 2 km.


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