Eduardo Ambrosio


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1- La costituzione è l'atto normativo fondamentale uno stato

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La costituzione è l'atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondamentali di un'organizzazione: legge fondamentale di uno stato, fonte di diritto, statuto.


Origine e significato del termine Costituzione, deriverebbe dal latino constitutio, che si riferiva a una legge di particolare importanza solitamente emanata dall'imperatore, e in tale particolare accezione è tuttora usato nel diritto canonico onde indicare rilevanti decisioni prese dal papa.

Il termine costituzione può avere un significato descrittivo: è la legge fondamentale di un ordinamento giuridico, la fonte principale, da cui deriva la legalità di tutte le altre fonti; - o assiologico (diffuso soprattutto dall'illuminismo - primi studi sulla Costituzione - e dalla rivoluzione francese): è una legge fondamentale che determina un sistema di separazione dei poteri.

Caratteristiche
S'intende come costituzione vera e propria (in senso stretto) un corpo di leggi fondamentali prodotte dalla sovranità del popolo, di solito per il tramite di una assemblea costituente.
Se la costituzione è invece il risultato di una cessione di autorità da parte di un monarca si parla solitamente di statuto o di carta costituzionale (o costituzione ottriata, concessa da un sovrano prima assoluto).
La maggioranza degli stati ha alla base del proprio ordinamento una Costituzione scritta (Italia e USA), mentre altri - solitamente di lunga tradizione democratica - non hanno una costituzione esplicita, ma alcune leggi di riferimento e delle consuetudini, che nel loro complesso possono essere considerate una costituzione materiale (Regno Unito).

Classificazione:
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flessibili e rigide: Le costituzioni si dicono rigide quando sono protette contro modifiche rispetto alle leggi ordinarie (Alcune costituzioni sono protette contro le modifiche, nel senso che per la loro modifica richiedono un procedimento legislativo gravato da maggiori oneri procedurali rispetto alle leggi ordinarie. Un esempio è l'Italia, dove servono due passaggi in Parlamento, distanti non meno di tre mesi l'uno dall'altro, ed una maggioranza assoluta o di due terzi dei componenti, nella seconda votazione, per le modifiche costituzionali. Se i due terzi non sono raggiunti, alcuni soggetti possono chiedere la sottoposizione a referendum del progetto) , ma anche quando operano organi di garanzia della Costituzione (caso della costituzione italiana, per la quale opera la Corte Costituzionale).
Sono invece flessibili negli altri casi, quando cioè la costituzione, dal punto di vista della modificabilità, è analoga ad una legge ordinaria, a cui è parificata nella scala gerarchica delle fonti.

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brevi e lunghe: Le costituzioni, si dicono "brevi" se contengono un numero ristretto di disposizioni riguardanti principi fondamentali, stabiliscono regole basilari della struttura statale e degli organi costituzionali e garantiscono alcuni diritti fondamentali dell'individuo.
Con le costituzioni "lunghe" si amplia l'ambito di interesse, passando talvolta a disciplinare vari aspetti della società civile dettando regole oltre che generali, anche particolari.

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materiale: . Le definizioni più comuni della costituzione, fanno riferimento ad essa come sorgente del diritto, da cui discendono le altre leggi. Tale approccio ha però pieno senso in una visione statica o almeno in una prospettiva di tipo storico.
Una visione invece dinamica di costituzione non può fare a meno di vedere come essa sia una rappresentazione formalizzata dei rapporti di potere tra le varie classi sociali. Chi non ama il concetto di classe sociale può considerare termini come lobby o gruppo d'interesse. L'evoluzione dei rapporti di potere porta gradatamente ad uno scollamento tra la legge scritta e quella applicata e concretamente "vivente".

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formale: È il particolare atto normativo con cui viene stabilito un nuovo ordine politico e statale. In particolare, indica il documento (scritto) nel quale sono contenuti i princìpi, i valori, le regole e gli istituti fondamentali dell'organizzazione statale; esso può coincidere o meno con la costituzione materiale, dato che quest'ultima ne rappresenta l'evoluzione spaziale e temporale, evoluzione che può svilupparsi in modo diverso dal "progetto fondante". Nel caso italiano, ad esempio, la Costituzione formale è costituita dal testo entrato in vigore nel 1948.

Il processo di integrazione dell'Europa ha già raggiunto risultati notevoli ed impone un ripensamento del concetto di costituzione e del concetto correlato di sovranità. Le legislazioni europee prevalgono sulle leggi nazionali, integrandosi finora in modo sufficientemente armonico, a meno che non vadano a toccare i principi fondamentali. In tali casi alcuni stati (tra cui l'Italia) hanno considerato che siano le Corti costituzionali nazionali a decidere, considerando irrinunciabili i diritti fondamentali.
Se in caso di contrasti è la Corte costituzionale nazionale a decidere, è lì che oggi risiede la sovranità. Un'eventuale Costituzione europea presumibilmente tenderebbe a privare di tale potere le corti nazionali.


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