Eduardo Ambrosio


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DROGA

VARIE



DROGA
CENNI STORICI - MA PERCHE' CI SI DROGA ? - LE VARIE DROGHE - LA LEGGE





CENNI STORICI


La droga è una scoperta molto antica: l'oppio era noto sicuramente da quattromila anni prima di Cristo (si hanno notizie del suo utilizzo sin dal XVI secolo a.C.); dai Sumeri veniva chiamato la pianta della felicità e Omero ne descriveva i suoi effetti chiamandolo nepento; si dice che Elena offrisse oppio a Menelao.
I Persiani raggiungevano gli stessi straordinari effetti con il
suma che era probabilmente un estratto di canapa: veniva infatti usato dai bramini per organizzare i riti funebri e raggiungere stati allucinogeni attraverso i quali credevano di entrare in contatto col dio.
L'uso della canapa come droga era conosciuto anche dai Mongoli, mentre dello
hashish si parla nelle "Mille e una notte" descritto come un potente afrodisiaco, esso veniva usato anche per infondere coraggio e spingere a commettere anche le azioni turpi a tal punto che gli uomini di Hassan (da cui probabilmente il nome della droga) erano conosciuti per la loro crudeltà.
Nell'antichità l'oppio veniva inteso come un dono divino per lenire le sofferenze fisiche, veniva, infatti, consumato e apprezzato da Marco Aurelio e considerato un ottimo medicinale da Ippocrate.
Nel corso dei secoli la droga ha attirato molti artisti e uomini politici che cercavano in essa per abbandonarsi a mille colori e trovare l'estro e la forza necessaria per continuare a produrre.
Savonarola, Poe, Loti, Boudelaire, Proust sono solo alcuni degli artisti che si rovinarono per la droga, finché Gautier pubblico il "Club du hashish" chiarendo per la prima volta gli effetti disastrosi della droga.




MA PERCHE' CI SI DROGA ?

Se gli intellettuali più in auge vi cercavano (o cercano) un'esaltazione della loro sensibilità, per la gente comune le motivazione possono essere molteplici: ci si droga per sfuggire alla miseria o dalla fame come fanno i masticatori di
befel o foglie di coca (in Bolivia la parola "cocata" indica un tratto di viaggio che deve essere compiuto in un tempo pari a quello che due o tre foglie di coca impiegano a fare effetto).
Ci si droga anche per carenza di affetti familiari, per imitazione oppure per plagio.
La droga viene diffusa a cura di organizzazioni criminali che attingono la materia prima dell'Oriente, dall'Asia Minore, dai Balcani e dall'America Centrale.
Si pensi che da un chilogrammo di oppio si ricavano circa cento grammi di cocaina che viene smerciata sul mercato nero a prezzi altissimi.
Ancor prima della criminalità il commercio della droga aveva coinvolto gli stessi stati nazionali: nel 1839 l'Inghilterra mosse guerra alla Cina per il controllo del commercio dell'oppio nell'Estremo Oriente, con il risultato che i quintali di oppio inglese passano dai 3000 ai 125000 aumentando paurosamente il numero dei drogati orientali; nell'Inghilterra di metà Ottocento veniva reclamizzato uno sciroppo di oppio contro il dolore che, fatto e venduto per i bambini, causò conseguenze disastrose dato il largo uso che se ne fece.



LE VARIE DROGHE

La morfina fu scoperta e prodotta nel 1803 a scopo terapeutico, la eroina è del 1898: questi due prodotti erano molto più efficaci dell'oppio e vennero diffusi su grande scala insieme alla nicotina e all'alcool che sono nient'altro che droghe lecite.
L'uso della droga venne intensificato durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati inglesi, giapponesi, tedeschi ed americani usavano pillole di
anfetamine, sorte nel 1920, per vincere la fatica e la paura mettendo a dura prova la gioventù di quei Paesi.
Nel 1976, solo negli USA, si contavano 4 milioni fra consumatori di
marijuana ed eroinomani con 15000 casi di mortalità annuale: la morte non sopraggiunge per la droga ma per le malattie causate da errati dosaggi (overdose) o per mancanza di igiene con il sopraggiungere di setticimie, epatiti, tetano, ascessi polmonari e cerebrali nonché, ultima in ordine di tempo, della terribile AIDS.
La massima diffusione di questo mondo artificiale, uno dei principali mali della nostra epoca, è tra i 15 e 35 anni con il 30% di donne soprattutto proletari, pochi borghesi, i luoghi preferiti sono quelli dove sono più assenti le istituzioni.


LA LEGGE

Il commercio, la produzione e la diffusione erano regolati in Italia dalla legge del '54 che prevedeva la detenzione da tre a otto anni per il possesso e di dieci anni per lo spaccio, con la legge 22 dicembre 1975 si è stabilito:
Una maggiore pena per lo spaccio ed ha classificato sei tipi di stupefacenti, a seconda della pericolosità: la prima categoria comprende l'oppio ed i suoi derivati: coca, anfetamine, indolici, allucinogeni; la seconda, la canapa ed i suoi derivati; la terza, i barbiturici e derivati; la quarta tutti quei farmaci che hanno gli stessi effetti dei barbiturici e come tali portano dipendenza psichica e fisica; la quinta, le sostanze appartenenti alle categorie precedenti preparate in modo tale da non presentare rischi di abuso; la sesta, gli ansiolitici, antidepressivi e gli psicostimolanti che inducono farmaco- dipendenza.
Alle Regioni competono la prevenzione, il recupero ed il reinserimento dei tossicodipendenti.
Al Ministero degli Interni spetta la direzione ed il coordinamento della prevenzione e l'intervento contro la diffusione della droga.
La vendita non autorizzata di grandi quantità di droga sono punite da 4 a 15 anni di reclusione;

Infine, una serie di interventi informativi (corsi di studio per docenti, genitori, giovani, militari), preventivi, curativi e riabilitativi (assistenza medica per i tossicodipendenti che volontariamente ed anonimamente vogliono sottoporsi a trattamenti di disintossicazione).




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