Eduardo Ambrosio


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Lo Storicismo di VICO

UNIVERITA'... > TUTTE LE LEZIONI > DI FILOSOFIA

VICO (1668-1744)


LO STORICISMO


Per Vico il VERUM EST FACTUM (per conoscere veramente una cosa, è necessario conoscere il modo di farla, e per conoscere il modo di fare una cosa è necessario essere in grado di farla) è in antitesi al VERUM EST CERTUM (lo stesso garante fa vedere le cose per ognuno diverse) di Cartesio

Da tale criterio deriva la distinzione tra certezza (FACTUM) e verità (VERUM), solo Dio può conoscere la verità di tutte le cose perché Dio fa tutte le cose; nell'uomo la conoscenza si può presentare: - teologicamente per la rivelazione, matematicamente per l'unione del vero e del fatto in quanto costruzioni della mente e fisicamente per la divisione del vero dal fatto in quanto l'uomo non crea la natura. L'esperimento raggiunge la verità in quanto crea la situazione.

LA
SCIENZA NUOVA: recupero della dimensione storica ed estetica dell'uomo contro l'antistoricismo cartesiano.
La storia è scienza vera perché soddisfa i due requisiti fondamentali del sapere scientifico: concretezza e universalità, ed in essa si realizza il verum est factum, in quanto suo oggetto sono i fatti umani ( perciò la necessità di avvicinare filosofia e filologia). Essa si divide in tre età:
- degli DEI o SENSITIVA in cui i giganti sono schiavi delle passioni, si esprimono per atti muti e religiosi, il governo è divino;
- degli EROI o della FANTASIA o POETICA, si esprimono per imprese eroiche, il governo è aristocratico;
- dell' UOMO o RAZIONALE in cui governa la ragione, si esprimono per parlati articolati, il governo è umano.
La storia si ripete (CORSI E RICORSI o LEGGE UNIVESALE CHE GOVERNA LA STORIA, garantita dalla PROVVIDENZA DIVINA) nelle tre età, però la prima età del ricorso è superiore a quella del corso. La ripetizione è voluta da Dio per superare la corruzione (le tre epoche come la vita dell'uomo).
La vera storia è TEOLOGIA DIVINA ragionata della provvidenza divina.

ESTETICA: L'arte ha una funzione gnoseologica e metafisica, non pedagogica (Platone) ne catartica (Aristotele), e sostituisce nella conoscenza la ragione non pienamente matura nella seconda età.
Essa è caratterizzata dalla FANTASIA, ALOGICITA', INFANTILITA' e METAFISICITA', in quanto l'uomo incapace di usare la ragione logica, forgia gli universali fantastici o miti. Così l'arte assume un significato teoretico e rappresenta il tentativo di penetrare il mistero.

L'UOMO: Per definirlo occorre esaminare le sue espressioni nella storia e non le attività individuali (sensazioni. idee, giudizi, ecc.)



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