Eduardo Ambrosio


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La II guerra mondiale e l'Italia

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La II guerra mondiale e l'Italia


Bilanci disastrati difficile \ riconversione industriale \ inquietudini per i trattati di pace \ una mancata occasione \ una pace duratura e un amichevole sistema di relazioni internazionali
regimi fascisti: missione civilizzatrice e un nuovo e più razionale ordine da stabilire nel mondo; Francia, Inghilterra e Stati Uniti: democrazia e della libertà dei popoli
L'URSS baluardo del socialismo: ricostituire i confini del vecchio impero zarista.
In pratica la guerra fu combattuta per la spartizione del mondo.

L'Italia, entrata in guerra nel giugno del 1940 a fianco della Germania, passò, dopo la caduta del Fascismo, dalla parte degli Alleati.

Per unire la Prussia orientale al resto della Germania, Hitler chiedeva il ritorno di Danzica alla Germania

Mussolini, non belligeranza", \ "servono alcune migliaia di morti per sedere al tavolo della pace" \ 10 giugno 1940, "adunata oceanica"
Vichy, con il governo collaborazionista del maresciallo Pétain
Il 28 ottobre 1940 Mussolini ordina di invadere la Grecia , ma quella che doveva essere una marcia trionfale ("spezzare le reni alla Grecia") fino ad Atene si trasformò in un grande disastro.
Roosevelt: "l'arsenale delle democrazie" finalmente la super produzione dal 1929 serve (la guerra solleverà gli USA dalla depressione).
Intervento ufficiale degli USA\ 7 dicembre del 1941 Pearl Harbor, ______________________________________________________________________
Grazie al decreto di Bill Clinton del novembre 2000 n. 2442 "Legge sulle violazioni dei diritti civili degli italo - americani in tempo di guerra), fu la grossolana persecuzione che l'Amministrazione Roosevelt scatenò contro gli oriundi italiani della West Coast: 600.000 immigrati italiani classificati come "stranieri nemici", sottoposti a vigilanza speciale, coprifuoco ed espropri; 10.000 espulsi dalle loro case; 3.500 detenuti in carcere o deportati in campi di isolamento. Tutti accusati di appoggiare l'Italia fascista, nonostante le prove di fedeltà agli Stati Uniti - molti degli internati avevano i figli al fronte, che combattevano nell'esercito americano.
Anche coloro che non erano deportati dovevano subire dure condizioni di vita:
" esibire continuamente la carta di identità con il marchio infamante "enemy alien",
" non allontanarsi da casa per più di 5 miglia senza permesso,
" vietato il possesso di radio o apparecchi fotografici e neppure torce elettriche,
" coprifuoco alle otto di sera (era forte la paura di un attacco giapponese dal pacifico).
Sicuramente risale a quell'epoca l'abbandono generalizzato della lingua italiana: i manifesti di propaganda bellica diffidavano dal parlare come il nemico: tedesco, giapponese, italiano; i nostri smisero di insegnare la lingua materna ai figli.
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"operazione Barbarossa": l' "ARMIR

Gli Alleati, in una prospettiva di politica generale, diedero avvio, dal 1943, alle conferenze interalleate, Nella prima a Casablanca\ "resa incondizionata" sbarco in Italia (terzo fronte), subito Napoli dove doveva trasferirsi da Algeri il comando alleato del fronte sud, uno sbarco alleato in Sicilia
la Conferenza di Teheran \ coste della Normandia, che avvenne il 6 giugno 1944 \ si cominciò a parlare anche del futuro assetto dell'Europa.

A partire dalla fine del '42 a Napoli ed in altre città si intensificarono i bombardamenti degli Alleati, producendo il fenomeno dello sfollamento \ calo del consenso \ distruzione delle fabbriche con i bombardamenti alleati.
I primi cedimenti si avvertirono con gli scioperi di natura economica degli operai delle fabbriche settentrionali del marzo 1943 \ tentativi di sbarco alleato (in costa ionica vigilava anche mio padre).
presa alleata: Pantelleria , sbarco alleato in Sicilia del 9-10 luglio 1943 i retroscena.

24 e 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo si ribellò al duce.

Ritenendo la campagna d'Italia di estrema importanza, passano dalla Sicilia alla Calabria Napoli ed il Sud dovevano essere il centro strategico nella conduzione del conflitto.
Gli Alleati non si fidavano né del governo né della monarchia
A Cassibile, l'esercito italiano si sarebbe schierato dalla parte delle truppe alleate, quindi che l'Italia da paese sconfitto sarebbe divenuto paese cobelligerante.
La sera, ore 19.45, Badoglio si precipiterà all'Eiar e informerà il paese che "il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle Forze alleate anglo-americane".

L'8 settembre fu una delle date più tristi e drammatiche della storia italiana.

Sbarco di Salerno : "si salvi chi può".

la strage di Cefalonia in cui la divisione Acqui.

l'Italia risultava così divisa: a sud il governo Badoglio; a nord, "Repubblica Sociale Italiana".

I tedeschi in Italia erano circa 700.000, verso il Sud erano concentrati soprattutto giovani (20 anni i sottotenenti e 40 anni i colonnelli)
le deportazioni previste erano 3.000.000 ma ne furono realizzate 700.000.

I primi rastrellamenti tedeschi si avvalsero del valente aiuto di uomini senza scrupoli.
Lo sbarco alleato a Salerno tra l'8 e il 9 e le difficoltà di vigilanza e di trasporto indussero i tedeschi a privilegiare il rastrellamento di beni di consumo e a incendiare tutto quello che erano impossibilitati a portare con sé.
Napoli fu vittima dell'insicurezza tedesca della prima occupazione.

La Resistenza del territorio napoletano: Quattro Giornate di Napoli

Hitler il 12 settembre aveva dato l'ordine che "Napoli fosse fango e cenere"
Gli scontri di Scafati, di Terzigno, di Torre del Greco e soprattutto delle Quattro giornate porteranno in novembre alla liberazione dell'intera Campania e al formarsi della linea Gustav a Cassino.

La battaglia di Montecassino 350.000 morti.

Ora l'Italia risultava divisa in tre Italie: - il Regno del Sud, monarchico; - il Centro con i tedeschi e l'organizzazione politica e militare dei partigiani; - il Nord con la Repubblica Sociale di Salò, che nasce nel settembre '43 sul lago di Garda.

Nel febbraio 1944, , il governo Badoglio si trasferì a Salerno, capitale (in attesa della liberazione di Roma) di quello che fu il "Regno del Sud" (ampia illustrazione nella prossima lezione).
Il 22 gennaio 1944 truppe alleate sbarcarono ad Anzio,.

I 6 partiti (comunista, socialista, d'azione, liberale, democristiano e democratico del lavoro) formarono il "Comitato di liberazione nazionale (CLN)", con il compito di coordinare la lotta partigiana, che operava con azioni di sabotaggio con: " Gruppi di azione patriottica (GAP)" nell'Italia del nord.
Il 10 giugno 1944 venne costituito un governo di unità nazionale guidato dal socialista Bonomi e venne formato il "Corpo volontario della libertà (CVL)", che univa tutte le forze partigiane.

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) lanciò l'ordine dell'insurrezione generale.
Mussolini veniva catturato a Dongo e fucilato a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, da un gruppo di partigiani mentre cercava di fuggire in Svizzera con la sua compagna Claretta Petacci, i cadaveri furono poi esposti e martoriati a Milano.
Il 29 aprile le forze tedesche si arresero incondizionatamente nelle mani del vescovo di Milano.

Diffusi ormai in tutto il territorio nazionale i CLN tennero un congresso a Bari, nel gennaio 1944 - dopo essere stato precedentemente vietato a Napoli nel dicembre '43 dal comando alleato che lì, in seguito allo sbarco di Salerno, si era trasferito - con il proposito di svolgere una funzione di riorganizzazione della vita politica e promuovere un rinnovamento politico e sociale. Il Congresso del CLN chiedeva l'immediata abdicazione e la formazione di un governo democratico di guerra.

Nell'aprile 1944 Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista, rientrato da poco in Italia in seguito a 18 anni di esilio, dopo un incontro con Stalin (a sua volta sollecitato dagli USA) mutò il suo atteggiamento di chiusura completa nei confronti del re e del governo diventando più morbido: il re si doveva impegnare a delegare i suoi poteri al figlio, il principe Umberto, al momento della liberazione di Roma.
Il compromesso garantiva la concentrazione di tutte le forze, dai monarchici ai comunisti, nella guerra di liberazione. A "guerra vinta", un referendum avrebbe sciolto il dilemma monarchia o repubblica.
La corona accettò il compromesso istituzionale e, dopo lunghe trattative, il 22 aprile 1944, fu composto quello che fu il secondo governo Badoglio e il primo governo dell'unità nazionale antifascista (svolta di Salerno).

Al governo accanto a Badoglio c'erano liberali, azionisti, cattolici, socialisti e tra i comunisti lo stesso Togliatti. Nel suo programma il ministero pose come primo punto l'impegno di chiamare gli italiani, dopo la fine della guerra, ad eleggere con suffragio universale l'Assemblea Costituente che avrebbe definito le forme istituzionali del nuovo stato.

Il 25 giugno 1944 in seguito alla liberazione di Roma il re Vittorio Emanuele III rispettando gli accordi presi con il CLN, trasferì i suoi poteri al figlio Umberto che fu nominato Luogotenente del Regno.
A Badoglio successe il riformista Bonomi che costituì un governo di unità nazionale appoggiato da tutti i partiti del CLN. Parteciparono al governo come ministri senza portafoglio personalità antifasciste come: il liberale Benedetto Croce, il democratico Alcide De Gasperi, il socialista Giuseppe Saragat, il comunista Palmiro Togliatti, l'indipendente Carlo Sforza.
Nel maggio del 1945 i sovietici entravano a Berlino ridotta a sole macerie e dove il 30 aprile Hitler ed alcuni gerarchi nazisti già si erano suicidati insieme alle loro famiglie.

A Yalta, in Crimea, dal 4 all'11 febbraio 1945, si tennero degli incontri (come a Teheran), fra Stalin (URSS), Roosevelt (USA) e Churchill (Gran Bretagna) per definire principalmente il futuro polacco con il vago risultato di rimandare il tutto alla volontà degli elettori.
l'Armata Rossa: interviene massicciamente nelle istituzioni interne.
Truman usa la bomba atomica,

Alla fine di questi incontri risultò che, dopo la seconda guerra mondiale, due "super potenze" avrebbero dominato il mondo - Stati Uniti e Unione Sovietica - diviso in due grandi sfere di influenza.
Inizia una nuova Guerra non calda ma Fredda o Terza guerra mondiale, quella non combattuta o combattuta per procura.

Dopo sei anni finiva un conflitto (ideologico, una gigantesca partita a tre: liberali e democratici, nazismo, comunismo) che, cominciato europeo, diventò mondiale, fu una sorta di incubo: ciò che doveva accadere era accaduto (lo sterminio degli ebrei); conclusione contro o al di là delle aspettative di tutti, fino al punto che uno dei grandi vincitori, ossia l'Inghilterra (con il passaggio del governo dai conservatori ai laburisti), vide drasticamente ridotto il suo ruolo nel mondo post-bellico, dato l'emergere di due sole grandi potenze planetarie: Usa e Urss.


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