Eduardo Ambrosio


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8- Costituzione Repubblica Sociale di Salò e IV Francese.

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Costituzione Repubblica Sociale di Salò e IV Francese.

Il 23 settembre del 1943 Salò, un piccolo paese sulla sponda occidentale del lago di Garda, in provincia di Brescia, divenne famoso in tutto il mondo. Benito Mussolini, appena liberato dalla sua prigione sul Gran Sasso, durante l'invasione degli inglesi e degli americani, lo scelse come sede di alcuni uffici e ministeri del suo nuovo governo. In poco tempo quel paesino sconosciuto divenne il sinonimo del nuovo stato che Mussolini aveva creato: la Repubblica Sociale Italiana (RSI).
Alcune Indicazioni per la futura costituzione della RSI
La Costituzione repubblicana dovrà assicurare ai cittadini, soldati, lavoratori e contribuenti, il diritto di controllo e di responsabile critica sugli atti delle pubbliche amministrazioni. Ogni cinque anni il cittadino sarà chiamato a pronunciarsi sulla nomina del Capo della Repubblica.
Magistratura agirà con piena indipendenza.
La negativa esperienza elettorale già fatta dall'Italia e la esperienza parzialmente negativa di un metodo di nomina troppo rigidamente gerarchico contribuiscono entrambe a una soluzione che concili le opposte esigenze. Un sistema misto - ad esempio, elezione popolare dei rappresentanti alla Camera e nomina dei ministri per parte del Capo della Repubblica e del Governo, e nel Partito elezioni di Fascio, salvo ratifica, e nomina del Direttorio nazionale per parere del DUCE - sembra il più consigliabile.
L'organizzazione a cui compete l'educazione del popolo ai problemi politici è unica.
Nel Partito, ordine di combattenti e di credenti, deve realizzarsi un organismo di assoluta purezza politica, degno di essere il custode dell'Idea Rivoluzionaria.
La religione della Repubblica è la cattolica apostolica romana.
Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica.
Altro fine essenziale consisterà nel far riconoscere la necessità dello spazio vitale, indispensabile a un popolo di 45 milioni di abitanti, sopra un'area insufficiente a nutrirlo.
Tale politica si adoprerà inoltre per la realizzazione di una "comunità europea" con la federazione di tutte le Nazioni che accettino i seguenti princìpi:
a) eliminazione dei secolari intrighi britannici dal nostro continente;
I pubblici servizi e, di regola, le fabbricazioni belliche, debbono venir gestiti dallo Stato per mezzo di enti parastatali.
Vi è un solo modo di raggiungere tutte le mete sociali: combattere, lavorare, vincere.
QUARTA REPUBBLICA in Francia (1945-1958)
Ordinamento istituzionale sorto in Francia dopo la Seconda guerra mondiale in seguito al crollo della Terza repubblica sotto la sconfitta militare del 1940.
La scelta di un nuovo regime fu decisa da un referendum popolare a suffragio universale maschile e femminile il 21 ottobre 1945. Per l'Assemblea costituente fu adottato il sistema elettorale proporzionale. Con le dimissioni del generale De Gaulle da capo del governo provvisorio (20 gennaio 1946), l'esecutivo fu formato dai tre grandi partiti che dominavano la Costituente: comunisti, socialisti, Mouvement républicain populaire.
Il periodo del tripartitismo fu caratterizzato dallo scontro politico sul varo della costituzione, finalmente ratificata, il 13 ottobre 1946, da un referendum popolare a maggioranza ristretta. Il nuovo regime democratico, sorto in modo così travagliato, si dimostrò molto fragile per tutta la sua esistenza. Il regime transitorio cessò nel gennaio 1947, quando P. Ramadier, popolare, venne nominato primo presidente del consiglio della Quarta repubblica dal presidente della repubblica V. Auriol, socialista.
La costituzione escluse il diritto di voto alle donne e istituì un sistema politico nel quale il governo era dotato di poteri fortemente limitati da quelli del parlamento. Il parlamento della Quarta repubblica fu però caratterizzato dalla presenza di molti partiti e da coalizioni instabili che produssero ripetute crisi di governo, mentre, nel 1953, De Gaulle dava vita a un proprio partito, il Rassemblement du peuple français.
Dal 1947 si andò formando un blocco politico, basato sulla politica moderata della "terza forza" costituita da socialisti e Mrp, che prevedeva l'esclusione dei comunisti. La Quarta repubblica, come la Terza, fu un regime parlamentare: in esso il ruolo del presidente della repubblica era puramente rappresentativo e il governo e il suo presidente dipendevano dalla fiducia dell'Assemblea nazionale (camera dei deputati).
L'instabilità politica continuò sotto i governi di transizione di R. Pleven e E. Faure e di centrodestra di A. Pinay e F. Lauriel, con la parentesi di un governo di P. Mendès-France, fino ad arrivare alle elezioni anticipate del 1956 con la sconfitta dei gaullisti e la formazione del governo "repubblicano" di Guy Mollet. Malgrado la debolezza parlamentare, la democrazia consentì alla Francia la ripresa economica e un ruolo di prestigio nella costruzione dell'integrazione economica europea, con uomini come J. Monnet e R. Schuman.
Ma fu la politica coloniale a provocare la caduta della Quarta repubblica, ostinatamente arroccata a difesa dell'impero, prima con la lunga guerra d'Indocina (1945-1954), perduta, poi con il deludente esito della crisi di Suez, quindi con la perdita nel 1956 dei protettorati francesi in Tunisia e Marocco e infine con la disastrosa guerra di Algeria (1954-1962) che aggravò la situazione politica, provocando un'altra crisi governativa e costringendo il capo del governo, Pierre Pflimlin, a rivolgersi a De Gaulle per prevenire il pericolo di un colpo di stato militare, aprendo così la strada alla Quinta repubblica (1958).



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